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Vivara, Riserva Naturale Statale

L’isolotto, dal caratteristico aspetto a mezzaluna, non è altro che la porzione occidentale d’un antico cratere vulcanico, uno dei sette crateri di Procida, emerso dal mare circa quarantamila anni fa.

L’anello, che si completa con la metà costituita dal promontorio di Santa Margherita vecchia, racchiude lo splendido specchio di mare detto “golfo di Gènito”.
Posta all’estremità nordoccidentale del Golfo di Napoli, tra le isole di Procida e Ischia, Vivara è un sito altamente rappresentativo dell’ambiente insulare mediterraneo, per le sue caratteristiche geomorfologiche, vulcanologiche, botaniche e faunistiche. Notevoli sono anche le testimonianze di insediamenti umani, di epoca preistorica.

Collegata alla vicina Procida da un ponte pedonale (ponte dell’acquedotto) di poco più di 100 metri, Vivara si estende per 32 ettari, miracolosamente indenne dalla colata di cemento che ha deturpato una parte non esigua del Golfo di Napoli.

È un polmone verde, uno dei pochi, sede di una macchia mediterranea rutilante di colori, sempre nuovi con l’avvicendarsi delle stagioni.
Lo sviluppo costiero dell’isola è di appena circa 3 km, ma la sua estensione appare maggiore, a causa della sua orografia.
Dalla sommità (109 m s.l.m.), la superficie dell’isola degrada dolcemente verso nord e verso sud: in particolare, a nord la punta detta “Capitello” si protende naturalmente su Procida.

A Vivara non esistono arenili. L’isolotto, infatti, presenta fianchi molto ripidi su entrambi i lati, est e ovest: per questo è difficilmente accessibile dal mare, per la quasi totalità del suo perimetro. Però in alcuni punti (punta Mezzogiorno nella parte più meridionale, punta d’Alaca a ovest e la Carcara, pressappoco al centro della costa orientale), l’andamento costiero più dolce, grazie anche all’opera dell’uomo, permette un approdo un po’ più agevole.
Arrivando a Vivara da Procida, occorre traver sare il ponte dell’acquedotto, quindi si mette piede sulla punta Capitello. Salendo per una lunga rampa di gradini fatta costruire in onore della principessa Maria José che voleva visitare l’isola, si prende il sentiero principale che attraversa l’iso la longitudinalmente, da nord-est a sud-est. Si pro segue fin quasi al centro dell’isola, dove si trova un gruppo di case rurali, comprendente una casa padronale (del Seicento) e una casa colonica.
Alla punta Mezzogiorno alta, a sud dell’isola, si trova un edificio detto “Tavola del re”, da cui è possibile godere la vista di uno spettacolo straordinario sull’intero golfo di Napoli che s’inarca, per circa 300 gradi, da Ischia fino al Vesuvio, passando per Capri e la costiera sorrentina.
L’isola di Vivara è un sito ideale non solo come laboratorio di ricerche naturalistiche, ma anche come centro di educazione ambientale aperto (nel rispetto della legge e delle caratteristiche del terri torio) agli amanti della natura e alle scolaresche.

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La Flora

Il visitatore che accede oggi sull’isolotto vedrà, dal ponte che ve lo conduce da Procida, tutta la verdeggiante parete orientale di Vivara allo stato di quasi vergine e intatta macchia mediterranea...

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La Fauna

Pur con le sue ristrettissime dimensioni Vivara ci fornisce elenchi di diverse specie d’invertebrati e vertebrati, terrestri e marini. Gli ANFIBI sono del tutto assenti, anche perché sull'isola non esistono sorgenti.I MAMMIFERI si riducono in pratica ai soli coniglio selvatico...

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Su questo vulcano sottomarino, emerso in parte per il deposito stesso del suo materiale e per altre cause vulcaniche, si sarebbero depositate nei secoli, tre successive stratificazioni provenienti in parte da ulteriore attività del vulcano stesso...